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CILE: La lotta batte violenza e repressione

Dopo un anno di lotte, resistenza alle violenze delle forze di polizia, unione in reti sociali, e dopo la vittoria al referendum dello scorso ottobre che ha portato all’apertura del processo costituente per la riscrittura della costituzione, in Cile, il voto popolare di sabato 15 e domenica 16 maggio rischia di essere storico. L’analista politica Lucía Dammert, politologa dell’Università di Santiago, ha affermato “oggi il Cile ha votato contro i partiti tradizionali, a favore di emergenti leadership femminili e indipendenti, a favore di un importante rinnovamento della politica”. La tornata elettorale serviva a definire i 155 cittadini che discuteranno e scriveranno la Costituzione che sostituirà quella del 1980, istituita dalla dittatura di Pinochet. Il rapporto uomo donna sarà di 1 a 1, e ci saranno 17 posti per le rappresentanze indigene. Pur con un’affluenza in ribasso rispetto all’ottobre 2020 vediamo una sconfitta di partiti tradizionali, soprattutto quelli delle destre e una forte crescita delle realtà extraparlamentari e indipendenti. Infatti i candidati indipendenti, per lo più di sinistra, dovrebbe portare a casa circa il 30% e dei seggi, 48 su 155. Sfiorando la quota di 52, ovvero 1/3 del totale che avrebbe permesso loro pratiche di veto. Che era poi il risultato minimo a cui puntava la destra riunita in una unica lista. Questa si dovrebbe fermare a soli 34 eletti. Pinera, il presidente in carica, ha dichiarato “In queste elezioni, la cittadinanza ha inviato un messaggio forte e chiaro al governo e a tutte le forze politiche tradizionali: non siamo sintonizzati in modo adeguato con le richieste e i desideri dei cittadini e siamo chiamati al confronto da nuove espressioni e da nuovi leader”. La somma degli indipendenti con le due grandi liste di opposizione supera i due terzi dei 155 seggi della Convenzione. Elettori ed elettrici hanno inoltre eletto governatori regionali, sindaci e consiglieri locali, in un’elezione vista come una cartina di tornasole per le elezioni presidenziali, che si terranno a novembre. A Santiago del Cile ci sarà una sindaca donna e comunista Iracì Hassler Jacob Da segnalare anche il trionfo del Frente Amplio, giovane conglomerato di partiti nato sotto l’ala del movimento studentesco 2011. Gli eletti e le elette alla costituente dovranno avere pronta una Costituzione, da far votare tramite referendum, nella prima metà del 2022.

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