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LA ORCAO SEQUESTRA, E POI LIBERA, UNO ZAPATISTA IN CHIAPAS

La tensione in Chiapas è alta. Da una parte la pandemia, i problemi economici e le alluvioni dall’altra la guerra di bassa intensità operata contro l’esperienza rivoluzionaria delle comunità in resistenza vicino all’EZLN.

Ad agosto la ORCAO ( Organización Regional de Cafeticultores de Ocosingo) – organizzazione indigena composta da indigene ed indigeni che fino al 1995 sono stati interni all’EZLN e poi usciti hanno affiliato l’organizzazione ai partiti messicani – aveva dato fuoco a due botteghe zapatiste a Cuxuljá, ora ha sequestrato, e poi liberato, una base di appoggio zapatista Felix López Hernández.

Felix Lopez viene dalla comunità di San Isidro, comunità che da agosto sta subendo gravi ritorsioni da parte dell’ORCAO, violenze che arrivano fino al blocco dell’acqua corrente. Lo scontro EZLN – ORCAO è iniziato da quando c’è stata la scissione. Ma mai come in questo 2020 si era tinto di colore tanto fosco.

Dobbiamo ricordare che da quando è esplosa la pandemia l’EZLN ha immediatamente chiuso i suoi territori mentre le organizzazioni vicine ai partiti, e con strutture paramilitari, hanno “sposato la causa del negazionismo”. La ORCAO è tra queste. Arrivando a girare per le comunità dicendo che il virus non esiste e che è tutta invenzione, con i medici che uccidono le persone negli ospedali per “gonfiare le statistiche”. L’EZLN con la via del silenzio e della chiusura dentro le comunità ha “subito” questa campagna. In più, come da anni accade, i governi (locali, statali e federali) speculano sulle tensioni e sugli scontri tra comunità, a volte li animano spingendo i gruppi a loro vicini a confliggere, in altri casi appoggiano i conflitti se sono anti-zapatisti.

Gli zapatisti in un comunicato scrivono “Abbiamo informazioni secondo le quali gli orcaisti della comunita di san antonio hanno ricevuto soldi dal malgoverno che si suppone fossero per la costruzione di una scuola primaria, ma i 300mila pesos sono stati usati per comprare armi di grosso calibro. Questo fa il malgoverno della 4t, dice di costruire scuole ma in realta finanzia l’armamento dei paramilitari? È questo il suo piano contrainsurgente?”

Una situazione davvero tesa, che dipinge uno scenario complesso, dove molte organizzazioni indigene, per diversi motivi e pressioni politiche, sono il lotta contro l’esperienza dell’autogoverno zapatista. Certo molte, ma che spesso non hanno strutture muscolari alle spalle, sono in dialogo con l’EZLN. E non solo in Chiapas, tanto che in mezzo Messico ci sono state manifestazioni per chiedere la fine della guerra, se pur di bassa intensità, contro l’EZLN.

Nello stesso comunicato già citato, gli zapatisti hanno riferito che il rapimento di López Hernández era stato denunciato alle autorità già l’8 novembre, ma “il malgoverno, invece di risolvere questo caso […], giustifica i paramilitari ORCAO dicendo la bugia che noi zapatisti siamo andati a provocare sul posto di lavoro ».

La Junta del Buen Gobierno ha sollecitato il rilascio immediato di López Hernández e l’arresto e il processo dei rapitori orcaisti, oltre a ricordare che “l’ORCAO deve sostituire ciò che ha rubato e distrutto nel negozio cooperativo (a Cuxuljá) e i malgoverni devono smettere di giocare alla controinsurrezione ”.

Zapatiste e zapatisti han ricordano nel testo della JBG che dura da un anno l’attacco di ORCAO alla comunità di Moisés Gandhi. Offensiva che spesso si basa sull’uso di armi di grosso calibro e della complicità del governo, da loro ritenuto responsabile di eventuali danni subiti da uomini, donne, bambini e anziani del luogo.

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